


Il dibattito sull’aumento della distanza di tiro nel golf maschile professionistico entra in una nuova fase. Il 21 settembre 2026, l’USGA e il R&A hanno pubblicato un comunicato ufficiale rivolto ai produttori di mazze e palline da golf. In esso, le federazioni regolamentari sottopongono alla discussione tre possibili “Model Local Rules” (regole locali modello) con cui si potrebbe limitare in modo più mirato l’aumento delle distanze ai massimi livelli.
Si parla di specifiche relative alle palline da golf, ai Driver e alla lunghezza delle mazze. Le possibili regole speciali potrebbero essere applicate, non prima di gennaio 2028, in competizioni selezionate. Una modifica generale del cosiddetto Overall Distance Standard (ODS) non entrerà invece in vigore prima di gennaio 2030. Per i golfisti amatoriali e per l’attrezzatura attualmente disponibile in commercio, per il momento non cambia nulla.
Il comunicato del 21 settembre non costituisce un regolamento definitivo. La comunicazione, denominata «Notice to Manufacturers», avvia piuttosto una procedura di consultazione. I produttori possono presentare le proprie osservazioni entro il 21 ottobre 2026. Solo in seguito l’USGA e il R&A decideranno quali approcci perseguire.
Secondo quanto riferito dalle federazioni, l’iniziativa nasce da colloqui con il PGA Tour e il DP World Tour. Entrambi i tour hanno chiesto di esaminare possibili «Model Local Rules». Si tratta di regole che un organizzatore o un tour può attivare per determinati tornei senza modificare le norme generali sull’attrezzatura valide per l’intero mondo del golf.
Nella loro lettera, le federazioni descrivono l’obiettivo con una formulazione che va oltre il dibattito finora condotto. Stanno infatti valutando «una serie di ulteriori approcci che potrebbero influenzare in modo significativamente più marcato il ritmo dei futuri aumenti di distanza ai massimi livelli». Allo stesso tempo, si intende evitare che il golf d’élite diventi troppo unidimensionale e perda l’importanza delle diverse varianti di tiro.
L’USGA e l’R&A hanno appena pubblicato un avviso formale ai produttori sulle potenziali «Model Local Rules» per il golf d’élite, aperto ai commenti fino al 21 ottobre:
— Jonathan Wall (@jonathanrwall) 21 settembre 2026
Per chiarezza, si tratta esclusivamente di regole facoltative a livello di Tour — l’attrezzatura in vendita al dettaglio non subisce modifiche. E la riduzione globale dell’ODS è ancora rinviata a… pic.twitter.com/YYQOXVRwlM
La prima opzione riguarda la pallina da golf. In caso di test da parte dell’USGA o del R&A, un modello utilizzato dovrebbe raggiungere una distanza totale massima di 317,0 iarde. Un ulteriore requisito sarebbe inoltre che la pallina figuri nell’elenco delle palline da golf conformi.
La proposta si discosta dalla normativa vigente soprattutto per quanto riguarda la tolleranza. L’attuale Overall Distance Standard è di 317 iarde più una tolleranza di tre iarde. Nell’opzione ora presentata, questa tolleranza aggiuntiva non viene presa in considerazione.
Si tratta di un test standardizzato condotto dall’associazione in condizioni prestabilite, non di una regola generica secondo cui ogni pallina nel gioco effettivo potrebbe volare al massimo per 317 iarde.
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La seconda opzione riguarda la testa del Driver. Sarebbe quindi ammesso un modello presente nell’elenco dei Driver conformi che, prima della competizione, presenti un Characteristic Time (CT) pari al massimo a 239 microsecondi.
In parole semplici, il valore CT descrive l’effetto elastico della faccia del bastone. Quanto più la faccia si deforma al momento dell’impatto, tanto maggiore può essere, in determinate condizioni, la velocità della pallina. Un valore limite più basso potrebbe quindi limitare le prestazioni massime della testa del driver.
Il requisito proposto sarebbe particolarmente rilevante poiché i Driver moderni sono progettati per raggiungere elevate velocità della pallina non solo tramite il loft, ma anche grazie al materiale, alla struttura e alle caratteristiche della faccia del bastone.
La terza opzione limiterebbe la lunghezza massima di tutte le mazze, ad eccezione del Putter, a un valore inferiore all’attuale limite di 46 pollici. La proposta non riguarda quindi solo il Driver, ma potenzialmente tutte le mazze presenti nella sacca.
Già nel 2022 l’USGA e il R&A avevano introdotto una «Model Local Rule» che consentiva agli organizzatori dei tornei di limitare la lunghezza del driver a 46 pollici. L’approccio ora descritto potrebbe avere una portata molto più ampia, poiché prevede un limite per tutte le mazze tranne il Putter.
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Per la maggior parte dei golfisti, la risposta immediata sarebbe rassicurante: l’attrezzatura in commercio non perderebbe automaticamente la propria omologazione a causa delle possibili “Model Local Rules”. Nelle loro comunicazioni, le federazioni chiariscono espressamente che le regole esaminate non costituirebbero una modifica delle attuali regole sull’attrezzatura. Lo stato di conformità delle palline da golf e delle mazze da golf già omologate rimarrebbe invariato.
Ciò significa che una pallina o un Driver oggi conformi non diventerebbero non conformi al regolamento solo perché una Tour adotta una «Model Local Rule» più severa per un torneo professionistico. Inoltre, dalla proposta attuale non si evince alcun obbligo per i golfisti amatoriali di acquistare in futuro palline o mazze speciali.
La differenza sta tra l’omologazione generale di un prodotto e le condizioni di una singola competizione. Una pallina può continuare ad essere conforme in generale, ma non può comunque essere utilizzata in un torneo con requisiti particolari.
La discussione non è nuova. Già nel 2023 l’USGA e il R&A avevano valutato una soluzione basata sulle Model Local Rules. All’epoca si trattava anch’essa della possibilità di applicare, nelle competizioni d’élite, condizioni di test per l’attrezzatura diverse rispetto a quelle del settore amatoriale.
L’approccio non era stato inizialmente portato avanti. Il presidente dell’USGA Mike Whan ha spiegato nel giugno 2026 che le federazioni avevano precedentemente ritenuto che le «Model Local Rules» relative alla distanza non sarebbero state applicate a livello del PGA Tour. Ha affermato testualmente: «Tre anni fa ci è stato detto in modo piuttosto inequivocabile che le Model Local Rules relative alla distanza non sarebbero state applicate a livello del PGA Tour». Se una regola non veniva applicata, la sua elaborazione sarebbe stata solo un esercizio teorico, ha proseguito Whan.
A seguito di colloqui con i Tour e i giocatori, la situazione sembra essere cambiata. Mark Darbon, amministratore delegato dell’R&A, ha dichiarato nel luglio 2026: «L’atteggiamento del PGA Tour e dei suoi giocatori è evidentemente cambiato. Ora c’è una maggiore disponibilità a prendere in considerazione determinate Model Local Rules».
Alla base di tutto ciò c’è la crescente preoccupazione che le misure adottate finora non siano in grado di limitare in modo sufficiente e duraturo la distanza dei colpi nel golf di alto livello. A ciò si aggiunge la critica secondo cui una modifica generale dei test sulle palline non avrebbe lo stesso impatto su tutti i tipi di giocatori. Tra gli esempi citati c’è Cameron Young, che è riuscito a vincere tornei importanti utilizzando una pallina che, in base alle precedenti condizioni di test, sarebbe probabilmente risultata conforme.
Regole locali e regole del campo nel golf: dove trovarle e cosa vale davvero
L’attuale dibattito è comprensibile solo se si distinguono due percorsi normativi: le possibili «Model Local Rules» e la modifica prevista dell’«Overall Distance Standard».
| Misura | Contenuto | Data più vicina indicata |
|---|---|---|
| Model Local Rules | Requisiti aggiuntivi per determinate Tour o competizioni | Gennaio 2028 |
| Modifica ODS | Adeguamento del test standardizzato sulle palline da golf | Gennaio 2030 |
La dichiarazione congiunta di USGA, R&A, PGA Tour e DP World Tour del 17 giugno 2026 aveva già chiarito che nel 2028 non ci sarebbe stata alcuna modifica al test ODS. Il comunicato del 21 settembre conferma questa tempistica. La data più vicina possibile per una modifica dell’ODS è quindi una data di avvio congiunta a gennaio 2030.
Ciò rende obsolete le precedenti indicazioni, secondo cui una modifica dell’ODS per il golf d’élite avrebbe dovuto avere inizio già nel 2028. Le federazioni intendono fornire ulteriori informazioni sul test ODS entro cinque mesi. Un aggiornamento in tal senso sarebbe quindi prevedibile intorno a febbraio 2027.
Se in futuro i professionisti dovessero giocare con palline appositamente testate, Driver meno elastici o mazze più corte, il dibattito di fondo sulla divisione del golf in due categorie rischierebbe di riaccendersi. I critici potrebbero sostenere che norme diverse in materia di attrezzatura per professionisti e dilettanti costituiscano di fatto una cosiddetta «biforcazione», anche se le regole generali sull’attrezzatura rimangono invariate. L’USGA sottolinea invece che le «Model Local Rules» fanno parte da tempo del golf e vengono già applicate all’attrezzatura.
Thomas Pagel, Chief Governance Officer dell’USGA, ha dichiarato a tal proposito: «La nostra opinione è che regole di gioco e di attrezzatura uniformi siano tra i grandi punti di forza del golf». Le «Model Local Rules», tuttavia, esistono da sempre, anche nel campo dell’attrezzatura. Per questo motivo, l’USGA non considera tale approccio come una biforcazione.
Resta da vedere se questa argomentazione convincerà giocatori, produttori e federazioni di golf. Una cosa è certa: l’introduzione di norme speciali per il golf d’élite ridefinirebbe il confine tra un regolamento uniforme e condizioni di competizione diverse.
Per l’industria dell’attrezzatura, un modello del genere potrebbe avere notevoli conseguenze pratiche. I produttori potrebbero dover sviluppare, testare e rendere disponibili palline aggiuntive per l’uso professionale. Anche per i Driver potrebbero rendersi necessari ulteriori test e adeguamenti tecnici.
Nel contesto dei tornei sarebbero ipotizzabili scorte separate. I team addetti all’attrezzatura dovrebbero far familiarizzare giocatori e giocatrici con i nuovi prodotti e ricalibrare la distanza di tiro, i tassi di spin e le condizioni di partenza. Allo stesso tempo, ne deriverebbero costi aggiuntivi di sviluppo e produzione – per prodotti che, al di fuori del golf professionistico, potrebbero avere solo una domanda limitata.
Nei rapporti disponibili non è ancora presente una presa di posizione ufficiale da parte dei produttori. I loro riscontri, attesi entro il 21 ottobre, dovrebbero quindi svolgere un ruolo importante per gli sviluppi futuri.
Al momento non è stato ancora deciso se una o più delle tre opzioni verranno effettivamente attuate. Non è inoltre chiaro quali competizioni e Tour adotterebbero eventuali «Model Local Rules». Oltre al PGA Tour e al DP World Tour, potrebbero sorgere interrogativi, tra l’altro, riguardo al Korn Ferry Tour, al PGA Tour Champions, al golf universitario o alla LPGA.
Resta inoltre da vedere se le federazioni valuteranno ulteriori caratteristiche tecniche delle teste dei Driver. Nel comunicato si ricorda che l’R&A e l’USGA stanno già esaminando come regolamentare le caratteristiche costruttive dei Driver in modo tale da premiare maggiormente i colpi centrali rispetto a quelli sbagliati.
Il comunicato del 21 settembre è quindi soprattutto un segnale: il dibattito sulla distanza non è concluso, ma proseguirà su due livelli. Per il golf di alto livello si ipotizzano possibili regole speciali a partire dal 2028. La modifica generale delle ODS è invece prevista non prima del 2030. Per gli amatori, per il momento, non cambia nulla; per il golf maschile professionistico, invece, il modello di attrezzatura potrebbe subire un’evoluzione radicale.
23 Sep 2026
Gli organismi che regolano il golf continuano a cercare soluzioni per limitare le distanze di tiro sempre maggiori. (Foto: Imago / Crystal Pix)