


Sulla punta settentrionale baciata dal sole dell’isola caraibica di Santa Lucia, immerso nelle dolci colline verdeggianti di Cap Estate, sorge il Sandals Cap Estate Golf & Country Club. Laddove un tempo sorgeva un solido campo da golf a 9 buche, oggi si estende un’oasi completamente rinnovata per giocatori esigenti, che porta l’impronta distintiva della leggenda australiana del golf Greg Norman. “Lo squalo bianco” ha riconosciuto il potenziale del campo inaugurato nel 2001, ha trasformato questo diamante grezzo creando un moderno campo da campionato a 18 buche (Par 71), che dai tee più arretrati si estende per una lunghezza impressionante di oltre 7.000 iarde (circa 6.400 metri).
La riprogettazione di Norman richiede pensiero strategico e massima concentrazione, poiché il campo si divide in due aspetti paesaggistici completamente diversi. Una particolarità architettonica: contrariamente alle solite preferenze di Norman, i Bunker classici su questo campo sono più l’eccezione che la regola. Il progetto punta invece su abili ondulazioni del terreno, avvallamenti erbosi e ostacoli naturali.
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Già dall’inizio è chiaro che qui non si gioca il classico golf da resort, in cui si può colpire ogni palla alla cieca verso la parte anteriore. Le prime nove buche (Par 36) si snodano in gran parte su un terreno pianeggiante con solo lievi dislivelli, si presentano avvolte da una vegetazione simile a quella della giungla e sono costellate da abbondanti specchi d’acqua, che fungono da fonte di irrigazione essenziale soprattutto verso la fine della stagione secca.
Il primo Par 5 richiede un approccio preciso al green nascosto, con un insidioso laghetto in agguato sulla sinistra. Subito dopo, alla buca 2, con ben 633 iarde, ci attende la buca più lunga del percorso, caratterizzata da uno stretto viale alberato che parte dal tee e che richiede precisione assoluta per raggiungere in sicurezza il green, privo di bunker ma a due livelli. La sesta buca (par 4) si rivela il vero punto chiave del percorso ed è considerata la più difficile dell’intero giro. Questo dogleg a sinistra richiede, dai tee posteriori, un Draw perfettamente dosato per aggirare un albero imponente e raggiungere l’obiettivo nascosto in profondità nel fitto green.
Dopo aver attraversato la strada, il campo mostra il suo volto collinare. Il Back Nine (Par 35) mette alla prova la resistenza fisica con dislivelli notevoli, Fairway stretti e una fitta vegetazione tropicale composta da orchidee selvatiche e bromeliacee.
All’undicesima buca, un Par 4 che rappresenta anche il punto più alto del percorso, si gioca in discesa. Mentre la vista sul mare rimane ostruita dalla fitta vegetazione, a sinistra del green si profila un ripido pendio che trascina i colpi imprecisi in una profonda avvallatura. Il finale mozzafiato alla buca 18 (Par 4) richiede ancora una volta un tiro lungo e dritto oltre una depressione, prima che il colpo di approccio debba superare un ostacolo d’acqua laterale per atterrare proprio sotto la terrazza della club house.
Oltre al fascino sportivo, il campo si distingue per un modello Hybrid ben congegnato: in quanto club semi-privato, è aperto sia ai circa 100 soci locali che agli ospiti esterni. Per gli ospiti dei tre resort Sandals a Santa Lucia, il green fee è addirittura completamente incluso. Anche il comfort è garantito: chi arriva senza bagagli propri riceve attrezzatura a noleggio di prima classe della Titleist in tutte le rigidità del shaft, sia per mancini che per destrimani.
Dopo l’ultimo Putt, la terrazza del ristorante della club house invita a lasciar vagare lo sguardo sul 18° green e sui tee 1 e 5, gustando una cucina eccellente e sorseggiando un drink. Il Sandals Cap Estate Golf & Country Club dimostra in modo impressionante come il turismo sportivo moderno nei Caraibi possa essere messo in scena alla perfezione.
04 Jul 2026
Il Sandals Cap Estate è tutt’altro che un classico campo da golf da resort. (Foto: Michael Althoff)
Immagini dal Sandals Cap Estate. (Foto: Michael Althoff)